Mi chiamo Serena Grasà e sono la 49A (numero 49 corso A) sul blog pilota 1. L'indirizzo del sito è http://serenagrasadesignallievo.blogspot.com/ Per quanto riguarda il suo quesito sono delle pillole alimentari di diversi diametri confezionati in astucci bivalve delle quali Bruno Munari scrive nel suo libro "GOOD DESIGN" (milano 1963) come esempio di food design o ironicamente "prodotti industriali della natura
credo ke la soluzione all'immagine che ci ha proposto oggi a lezione sia: delle pillole alimentari, confenzionate in astucci eleganti semitrasparenti color ' verde pisello'.
E' un oggetto di grande design( good design,by Bruno Munari.) Alla soluzione ci sono arrivava guardando la pagina 4 del suo blog...in particolare la parte concernente :la disposizione esatta e definita dei contenitori modulari ...l'arancia è un esempio di 'good design' essa è definita come oggetto quasi perfetto dove si riscontra l'assoluta coerenza tra forma , funzione e consumo.
Ilenia Vitale
#29 http://ileniavitaledesignallieva.blogspot.com iscritta al corso B
Pillole alimentari di diversi diametri, confezionate in astucci bivalve molto eleganti per forma, colore, materia, semitrasparenza e semplicità d'apertura.
Sia il prodotto stesso che l'astuccio e l'adesivo derivano tutti da una unica origine di produzione. Non quindi lavorazioni diverse su materiali diversi da montare poi in una successiva fase di finitura, ma una programmazione di lavoro molto esatta, certamente frutto di un lavoro di gruppo (team-work).
L'oggetto è monocromo ma con sensibili variazioni di tono, ciò gli dà un aspetto appena sofisticato, che però incontra anche il gusto dei consumatori più lontani da una cultura attuale. Il colore è un verde, un certo verde molto noto sotto la denominazione popolare di "verde pisello", colore abbastanza bene calcolato fin dall'inizio della produzione e non più cambiato a tutt'oggi. Questo colore ha determinato influenze cromatiche anche nella moda e nell'arredamento intorno agli anni 20-30.
La forma delle pillole è abbastanza normale benché ci si sia preoccupati di variarle di diametro; ciò che invece risalta per l'originalità, e nello stesso tempo la semplicità della concezione, è l'astuccio: la sua funzione prende forma in due elementi uguali e simmetrici, come si usa progettare oggi per ragioni di economia produttiva, concavi quanto basta per contenere le pillole di cui hanno già l'impronta sia della forma che del numero e della disposizione. I due elementi sono uniti, a perfetta tenuta, da un adesivo che svolge una doppia funzione: come cerniera-molla dal lato minore e come semplice adesivo dal lato più lungo. Tenendo l'astuccio "di coltello", come si dice, tra l'indice e il pollice e facendo una leggera pressione con i polpastrelli, l'astuccio si apre di scatto e mostra le pillole tutte bene allineate in ordine di grandezza. Le pillole potrebbero cadere a terra ma una puntina di adesivo le trattiene così che si possano staccare quando si vuole anche solo toccandole con un dito.
Una delle caratteristiche tipiche di queste produzioni è la variazione nella serie. Problema molto discusso nei vari congressi mondiali di Designers: nella progettazione di un oggetto di grandissima produzione dobbiamo tener conto dei gusti del pubblico e proporre possibili variazioni al modello così da aumentare le vendite accontentando un maggior numero di compratori? Nel caso della produzione dei piselli si riscontra forse una eccessiva varietà: pur conservando rigorosamente forma e colore, si possono trovare in commercio contenitori da dozzine di pillole, da dieci, nove, otto... fino a contenitori da un pisello. Eccessiva variazione e, in definitiva anche un certo spreco. E poi chi compera un pisello solo e, ancora, lo esige nel suo contenitore? Eppure da migliaia di anni questo oggetto continua a essere prodotto in questo modo; il consumatore non fa caso a questi particolari. Comunque è probabile che questa eccessiva variazione sia il risultato di un errore nella ricerca di mercato, certamente fatta prima di stabilire una così grande produzione e in uso ancora oggi per negligenza burocratica.
Anche in questo caso nessuna concessione stilistica di un ormai superato gusto del bello classico o moderno secondo le ultime correnti artistiche, nessuna compiacenza sculturale, nessun facile antropomorfismo, ma un dosato gioco dimensionale delle singole parti. L'oggetto si inserisce con onore nella tradizione tecnologica di una produzione calcolata sia pure con estremo rigore ma non senza calore umano e sociale e, si può forse dire, con un leggero senso di humor. - Di Bruno Munari"
volevo provare a dare la soluzione del chi è...
Sicuramente si tratta di un'immagine di piselli, che riferita al nostro corso prende spunto dal libro di Bruno Munari GOOD DESIGN un libro di grandissima importanza sottopone le forme della natura al giudizio ironico del designer.
Risposta al :che cos'è?
I piselli, sono contenitori per pillole, astucci "di coltello" ideati da Bruno Munari
Mercadante Lorella - Corso B - n°rif 12
Buonasera prof.ssa!
La foto del secondo quesito da lei assegnato, potrebbe essere il riferimento al libro di Bruno Munari "Good Design" del 1963 nel quale il designer sottopone la forme della natura ad una ironica progettazione.
In questo caso, i piselli sarebbero stati riproposti sotto forma di "pillole alimentari" di colore verde, confezionate in un astuccio bivalve, proprio come la buccia dei piselli veri. La forma delle pillole varia leggermente di diametro da pillola a pillola; risalta più di tutto la forma e l'originalità dell'astuccio che prende forma di due elementi uguali e simmetrici ma concavi per contenere le pillole. Per evitare che queste pillole, all'apertura dell'astuccio, cadano, sono sostenute da una punta di adesivo così che le trattenga ma le consenta di essere staccate con anche con un dito.
di seguito il libro e l'immagine dello schizzo delle "pillole alimentari"
questa è link dell'immagine (presa dal link delle sue lezioni) che mi ha fatto capire cosa poteva essere